Nido, inserimento e passi in avanti

Ci siamo, l’inserimento al nido di Rebecca può ritenersi concluso. Dopo poco più di due settimane siamo a regime, si entra la mattina, merenda, pranzo e alle 13 il papà passa a prenderla per portarla a casa. Abbiamo imparato qual è il nostro armadietto, la routine scarpe-calzette e c’è già un’amica del cuore.

Il primo giorno l’abbiamo accompagnata entrambi, è andata bene. Ha esplorato il nido, è andata in fissa con un cancelletto che continuava ad aprire e chiudere e siamo venuti via dopo un’oretta con la Rebecca in lacrime, DISPERATA. Con singhiozzi da mignolino contro uno spigolo e strappi di vomito da tanto non riuscire a calmarla. Ce l’hanno fatta nonni dopo minuti interminabili. A quanto pare non voleva tornare a casa [beata innocenza che ignorava il fatto che ci sarebbe dovuta andare tutti i giorni e perfino da sola]. Piano piano nei giorni successivi mi sono allontanata prima mezz’oretta e poi un’ora. Non che sia filato tutto liscio, ha avuto i suoi pianti (uno con vomitino annesso), i suoi “mammaaaaa” avvinghiata peggio di un koala, che però piano piano si sono trasformati in “mamma toto” singhiozzante e demoralizzata.* Fino ad arrivare al “mamma ia (via)”.

*Quando la lasciavo i primi giorni. le dicevo che andavo a comprare il toto (ovvero il fruttolo), quindi ogni volta che si parla di asilo, lei parte in quarta “mamma toto” (giuro che un po’ in colpa mi sento mentre invece del toto, bevo un caffè al bar con le altre mamme… ma sarà un segreto fino all’università).

Visto che i pianti sembravano un po’ più insistenti del previsto, abbiamo aspettato a fare due ore, anticipando invece l’ingresso per poterle far fare la merenda insieme ai suoi compagni. E ogni giorno era sempre meglio, finché è arrivata a non piangere più e a godersi quell’oretta. Superato lo scoglio merenda (dove regna regina la banana dall’inizio del nido), abbiamo aggiunto un’ora. Inizialmente era spaesata, perché abitudinaria com’è lei, mi aspettava per tornare a casa.

La scorsa settimana abbiamo così allungato la permanenza a due ore e da mercoledì abbiamo aggiunto anche il pasto. Ogni tanto sembra un po’ frastornata, come se si domandasse “Si va beh è bello, carino e mi piace, ma cos’è sta storia che devo andarci tutti i giorni?”. Ecco e con il pasto ci sta stupendo. Sapete che Rebecca a casa mangia tutto frullato, e che non riuscivamo ad uscire da questo limbo in cui ci hanno portato questi tre anni e da dove fatichiamo ad uscire. Comunque sia abbiamo dato istruzioni, dato che non ha alcun problema fisico che glielo impedisce, di darle da mangiare a pezzetti, come una bimba di tre anni dovrebbe ormai mangiare. Perché o ci si butta o ci si butta. Siamo consapevoli che magari mangerà un po’ meno, che farà più fatica e che …. non lo so. Però o facciamo questo salto adesso, o non lo facciamo più. Se salterà un pasto mangerà di più la sera, ma non vogliamo mollare. Un po’ come quando abbiamo tolto il sondino. Teniamo duro. Fatto sta che il primo giorno ha mangiato metà risotto e tutta la bistecchina di pollo e il secondo giorno perfino il pesce!

E non è l’unico miglioramento. A parte qualche atteggiamento da teppista che fa scoppiare le coronarie ai nonni, sta già migliorando. Sembra più tranquilla, gioca di più da sola, sembrerebbe ascoltare di più, il linguaggio continua a migliorare e anche le relazioni con gli altri bambini hanno fatto un passo in avanti. E poi torna a casa col sorriso, è contenta e serena, e noi insieme a lei.

Bene, vi chiederete, “ma non hai pianto”? Si, il secondo giorno. Quando dopo averle detto la mattina “Rebecca se hai sete vai dalle maestre e chiedi l’acqua”. Ecco dopo 5 minuti che eravamo li, è andata dalle maestre, senza passare prima da me e ha incominciato a ripetere “AA, AA”. Non solo mi aveva ascoltato, aveva capito e in maniera autonoma lo aveva fatto. Quanta soddisfazione!

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5 thoughts on “Nido, inserimento e passi in avanti”

  1. E brava Rebbecca, esattamente il percorso di mia figlia! Bravissimi ad insistere sul cibo, e lei sembra avere uno spirito di adattamento fuori dal comune!

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  2. Ciao. Brava Rebecca. Mia figlia non ha nessun problema fisico, ma fino a 3 anni non voleva mangiare nulla di solido, solo pasaato di verdura con omogeneizzato. Dal primo giorno di asilo ha mangiato tutto e continua così, le piace tutto. A casa le fa schifo tutto, va be.

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