Sindrome di Pfeiffer

Dati epidemiologici

L’incidenza annuale è 1/100.00. La malattia interessa maschi e femmine in uguale misura.

Descrizione clinica

La forma anomala del cranio viene di solito identificata nel periodo neonatale (in genere con l’ecografia prenatale). I segni cranici caratteristici comprendono l’ampiamento della volta cranica, l’occipite piatto, la fronte larga, il naso piccolo con radice depressa e l’ipertelorismo orbitale. Il quadro clinico dipende dalla gravità della craniostenosi bicoronale e dei disturbi funzionali correlati (respiratori, neurologici, dell’occhio e dell’orecchio). Sono state descritte tre forme di PS (PS tipo 1, tipo 2 e tipo 3). Il tipo 1 è la forma meno comune e più grave di PS e si caratterizza per un’ipoplasia mediofacciale moderata-grave, anomalie delle mani e dei piedi, e di solito uno sviluppo cognitivo normale. Viceversa, i tipi 2 e 3 sono più comuni e si associano a segni più gravi come la proptosi estrema e la stenosi o atresia delle coane e complicazioni (idrocefalo e convulsioni) che comportano una prognosi più sfavorevole. Altre complicazioni comprendono i difetti dello sviluppo cerebrale, la cheratopatia da esposizione, l’esorbitismo, la sordità simmetrica e bilaterale, l’ostruzione delle vie aeree, e l’apnea ostruttiva del sonno. Il tipo 2 si distingue dalla forma tipo 3 per la presenza del cranio a trifoglio o trilobato.

Dati eziologici

Nella maggior parte dei casi, la malattia è causata da mutazioni de novo del gene FGFR2 e, molto raramente, nei casi di tipo 1, da mutazioni del gene FGFR1 (. È stato stimato che il 21% dei pazienti soddisfa i criteri per la diagnosi clinica di sindrome di Pfeiffer senza una mutazione di FGFR1 o FGFR2

Metodi diagnostici

La diagnosi si basa sulla presenza dei segni clinici caratteristici, che comprendono la craniosinostosi o il cranio a trifoglio, i dismorfismi facciali e le anomalie variabili delle mani e dei piedi. In alcuni casi, possono essere necessari gli esami radiologici. La diagnosi può essere confermata dalle analisi molecolari, che identificano una mutazione patogenetica in uno dei geni-malattia.

Diagnosi differenziale

Le diagnosi differenziali si pongono con le altre sindromi da acrocefalosindattilia (sindromi di Apert, Carpenter, Jakson-Weiss e Saethre-Chotzen) e le altre forme sindromiche di craniosinostosi come le sindromi di Crouzon e Antley-Bixler e la cutis gyrata-acanthosis nigricans-craniosinostosi.

Diagnosi prenatale

È possibile l’analisi molecolare prenatale. I risultati del test genetico nelle gravidanze a basso rischio hanno uno scarso valore prognostico. Se sono evidenti i segni clinici, può essere utilizzato per la diagnosi l’imaging prenatale.

Consulenza genetica

Alle famiglie affette dovrebbe essere offerta la consulenza genetica. Nei casi meno gravi di sindrome di Pfeiffer, è stata documentata la trasmissione autosomica dominante della malattia da un genitore affetto. Nei casi gravi, sono comuni le mutazioni de novo. La PS ha una penetranza completa.

Presa in carico e trattamento

Il trattamento è sintomatico e correttivo, a seconda dell’entità dei segni della malattia. Dovrebbe essere adottato un approccio multidisciplinare per pianificare interventi chirurgici multipli nei diversi stadi e altre terapie, con l’obiettivo di migliorare l’estetica, la funzionalità e la qualità della vita. Dovrebbero essere, inoltre, considerati gli aspetti psicosociali della malattia.

Prognosi

L’efficacia di un trattamento tempestivo rappresenta il principale fattore prognostico. Gli esiti possono essere favorevoli, anche se la prognosi è infausta nei casi gravi con un elevato rischio di morte precoce da complicazioni respiratorie e neurologiche.
Fonte: orphanet
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